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La tecnologia della stampa 3D


Negli ultimi anni, più o meno tutti, abbiamo sentito parlare della tecnologia introdotta nella prototipazione e produzione industriale con le stampanti 3D. Ma cosa sono realmente, e soprattutto, possono essere davvero utilizzate nella produzione del nostro mezzo preferito, ovvero la bicicletta?
Queste stampanti sono device che consentono di ottenere un modello tridimensionale partendo da un disegno realizzato tramite software: il dispositivo posiziona uno strato di materiale sopra l’altro, procedendo per sezioni trasversali, fino ad ottenere il prodotto finito. Il vantaggio di tale tecnologia è che si possono stampare e assemblare parti composte da diversi materiali (e quindi con diverse proprietà fisiche e meccaniche) in un unico processo di costruzione, ottenendo modelli molto aderenti ai prototipi per quanto concerne aspetto e funzionalità.

La LUNA in 3D

Uno dei designer più attivi nell’utilizzo di questa tecnologia è l’inglese Omer Sagiv, contagiato dalla passione per la bici durante i suoi studi a Firenze, che propone come più recente realizzazione il progetto Luna, una bicicletta con telaio completamente in nylon.
Il lavoro di Sagiv si è concentrato per anni sull’impiego della stampa 3D, con varie realizzazioni di oggetti, ma è recentemente che la tecnologia si è dimostrata matura, che il designer punta forte su questa possibilità di progettazione e costruzione.
I tre componenti principali di Luna, ovvero telaio, forcella anteriore e manubrio, sono stampati in 3D, mentre gli altri componenti sono “off the shelf”, ovvero reperibili come standard sul mercato.
Luna ha una forma particolare, di grande impatto estetico, che funzionalmente sfrutta le caratteristiche del materiale di cui è composta, cioè resistenza e durata.
La struttura del telaio, ad esagoni, ottimizza anche la rigidità, perseguendo la leggerezza e la luce tra gli spazi.
L’utilizzo della tecnologia di Sinterizzazione Laser Selettiva (SLS) permette di avere una bicicletta che possa essere stampata su richiesta, e quindi quasi completamente personalizzabile (a cominciare, per esempio, dal colore), mantenendo un prezzo contenuto grazie alla possibilità di abbinare parti standard. Il tutto unito all’assenza di investimenti in stampi, che contribuisce ad abbattere ulteriormente i costi di produzione e, quindi, di vendita.
 
Il concetto che sta alla base del progetto non è solo bike design, che in sé potrebbe piacere o meno, ma è una filosofia, che spalanca le porte verso un intero mondo: la stampa 3D su richiesta.
I vantaggi immediatamente intuibili sono connessi alla logistica: nessuna necessità di magazzini per stoccare biciclette già costruite ed assemblate in attesa della domanda e assenza dei costi di trasporto, solo per citarne alcuni.
 
I plus della gestione e del progetto, più in generale, sono legati ai benefici di utilizzare un software: il file può essere modificato infinite volte in accordo ai requisiti ed alle preferenze di ogni cliente, anche nel futuro.
Il progetto può essere completamente dinamico, cambiando a seconda dell’evoluzione tecnologica della stampa 3D e dei materiali.
 
Allo stato attuale, Sagiv è alla ricerca di partnership con aziende di stampa 3D, per ultimare lo sviluppo del progetto.
L’attrattività è indubbia, sia dal punto di vista tecnologico che del risultato, inteso come bicicletta pronta per l’utilizzo. Non manca molto a poter vedere, prima come proposta sul mercato e poi sulle strade, bici realizzate con stampanti 3D.


Articolo pubblicato a cura dello stesso autore anche per Bicitech


 
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