Vai ai contenuti

CELLMETS: caschi più sicuri con stampa 3D e strutture innovative - CyclingON

Salta menù
Pubblicato il 16/04/2026
CELLMETS: caschi più sicuri con stampa 3D e strutture innovative
Ho conosciuto Cellmets grazie alla risonanza dovuta alla vittoria lo scorso febbraio 2026 dello special grant Bike del bando Encubator, promosso da Camera di Commercio Milano Monza Brianza Lodi e PoliHub (Innovation Park & Startup Accelerator e Politecnico di Milano). In realtà i tre fondatori della startup, Ivan Colamartino, Alessandro Giustina e Lorenzo Gianelli avevano partecipato già nel 2024 al concorso Switch2Product di PoliHub, aggiudicandosi l’anno successivo il premio Social Impact Award 2025 di Regione Lombardia e MUSA scarl.
Ho voluto saperne di più e così ho chiacchierato con il CEO e co-fondatore, Ivan Colamartino, a fine febbraio. Ivan è un collega ingegnere aeronautico, che ha svolto il dottorato nel laboratorio di crash del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale del Politecnico di Milano, nell’ambito specifico dei materiali innovativi applicati alla sicurezza degli utenti della strada cosiddetti vulnerabili.
Proprio da questa esperienza nasce Cellmets, grazie alla collaborazione tra Politecnico di Milano, Ospedale Niguarda e Università di Milano-Bicocca. Sulla base di dati di incidenti ciclistici e motociclistici reali è stato sviluppato il modello di cranio ad elementi finiti Tommy, talmente accurato dal punto di vista anatomico che permette di dettagliare e predire le lesioni craniche e cerebrali in zone specifiche. L’analisi ha evidenziato i limiti di protezione dei caschi in polistirene espanso EPS, la tecnologia utilizzata praticamente su tutti i modelli da decenni.
La tecnologia Cellmets (patent pending, 2 domande di brevetto depositate) supera il polistirolo, costituendo una microstruttura stampata 3D che riduce il rischio di lesione a parità di volume assorbente, dissipando in modo ottimizzato l’energia generata dall’impatto durante una collisione.
Le microstrutture lattice sono realizzate con polimeri ad alte prestazioni compatibili con tecnologie di stampa 3D industriale, resine Tough e polveri di Nylon. La combinazione tra materiale e struttura cellulare definisce le prestazioni costruttive e di stabilità nel tempo, sia per le caratteristiche di assorbimento degli urti quanto per la ventilazione.
 
Come funziona la tecnologia messa a punto da Cellmets?
Le microstrutture cellulari sono progettate e ottimizzate digitalmente, permettendo di conoscerne a priori il comportamento ad impatto. Questo consente di calibrare caratteristiche e geometrie per ottimizzare la risposta a differenti condizioni di energia, angolazione e forza d’impatto. Il risultato è maggiore protezione a parità di volume, oppure rovesciando la medaglia, è possibile utilizzare un volume minore garantendo le stesse performance di protezione.
Inoltre, la versatilità delle strutture così ottenute esalta la possibilità di personalizzazione, non solo estetica, ma anche e soprattutto della protezione. Sappiamo bene che oggi chi va in bici è esigente, la sicurezza e il comfort sono necessari ma non sufficienti, e si guarda con attenzione a funzioni smart e customizzazione. È così possibile l’integrazione seamless di sensori smart così da monitorare i dati trasmessi dal casco e aumentare ulteriormente la sicurezza dell’utente.
La manifattura additiva non è più solo finalizzata alla creazione di prototipi, ma sfocia in un prodotto industriale grazie alla modellazione numerica, con proprietà meccaniche programmabili che finora erano impossibili da ottenere con i processi e i materiali tradizionali.
I produttori di caschi possono guardare a una soluzione innovativa che aumenti prestazioni e affidabilità, senza impattare su costi e processi industriali, evitando il rischio di andare “fuori mercato”.
 
I prossimi passi di Cellmets
Il programma, già avviato, per raggiungere la certificazione secondo la norma europea EN 1078 rappresenta il primo step perché è una garanzia per i produttori, per dimostrare affidabilità e spendibilità del prodotto.
Dopodiché nei piani di Cellmets ci sono test indipendenti più avanzati, che evidenzino la superiorità delle proprie soluzioni rispetto ai prodotti tradizionali, ad esempio in termini di assorbimento della componente rotazionale dell’impatto.
Un prototipo di casco cellulare derivato da un esistente modello road è già stato messo a punto e testato in condizioni simili a quanto richiesto dalla certificazione EN 1078, ottenendo una strabiliante riduzione del rischio di lesione cerebrale del 74% rispetto al modello originario in EPS (a parità di peso e volume).
Cellmets punta ad una scalabilità della propria tecnologia basata su collaborazioni con i produttori, non sulla realizzazione di prodotti propri. In effetti i brand più noti hanno già mostrato interesse e fornito feedback positivi, apprezzando l’incremento di sicurezza per l’utente finale e la flessibilità della tecnologia che può essere integrata nei modelli esistenti senza stravolgimenti.
Nel piano di sviluppo dei prossimi anni Cellmets vuole estendere l’applicazione della propria tecnologia ad altri DPI (dispositivi di protezione individuali), non solo in ambito bici o sport, ma in tutti quei settori che richiedono particolari performance in termini di assorbimento degli urti, comportamento termico, vibrazionale e acustico.
Per quanto mi riguarda, ho già chiesto di provare un modello di casco non appena disponibile…

 Info: Sito web Cellmets


Le immagini e i testi possono essere riprodotti solo in parte citandone la fonte e l'autore oppure possono essere stampati solo per utilizzo personale e non a fini di lucro.
La citazione degli articoli e dei testi su altri siti è permessa purché non siano riprodotti totalmente e  sia presente un link che rimandi al testo originale.
Le immagini, tuttavia, possono essere linkate o scaricate per essere caricate su altri siti a patto che se ne rispetti l'integrità senza rimuovere il watermark www.cyclingon.com

Cycling ON è ideato e gestito da Tommaso Maggiolini
Privacy Policy
Torna ai contenuti