Pubblicato il 06/10/2025
MERIDA Scultura 9000 – pregi, difetti e perché potrebbe essere la tua prossima bici
Scultura è progettata per superare la distinzione tra bici aero e bici da salita, assecondando il concetto moderno di bici totale prendendo le caratteristiche positive di entrambe le vocazioni.
I tecnici di Merida hanno perciò deciso di mantenere le geometrie della Reacto, molto apprezzate anche dai professionisti del Team Bahrain Victorious, creando un telaio attento agli aspetti dell’aerodinamica senza scendere a compromessi per le qualità di guidabilità, comfort e peso.
Scultura è giunta alla quinta generazione e vuole fermamente mantenere la principale caratteristica di successo della precedente versione, la maneggevolezza eccezionale, migliorando il comfort.
La versione in prova è la Scultura 9000 con telaio e forcella in fibra di carbonio CF5, il più pregiato di casa Merida. Nella scala da 2 a 5 quest’ultimo identifica i telai che utilizzano la maggior quantità di fibra di carbonio ad alto modulo.

Inoltre, per rinforzare il telaio, le fibre sono abbinate ad una resina epossidica arricchita con nanoparticelle. Questa tecnologia costruttiva, denominata Nano Matrix Carbon, aumenta la resistenza agli urti del 40%.
Il processo produttivo prevede l’utilizzo di camere d’aria nella creazione dei singoli elementi in carbonio, gonfiate opportunamente per evitare pieghe all’interno del tubo che possono rappresentare inneschi di rotture e aggravi di peso. Questo AWS (Anti Wrinkle System) consente di ottenere un telaio più leggero, più rigido e più resistente. Il peso dichiarato del telaio Scultura in taglia M è di 822 g, 40 g in meno rispetto alla generazione precedente.
I tubi che impattano l’aria, tipicamente tubo sterzo, obliquo e tubo reggisella hanno profilo a goccia NACA Fastback Profile (National Advisory Committee for Aeronautics). Questa sezione consente all’aria di scorrere lungo i tubi come se ci fosse la parte posteriore, che invece è troncata, utilizzando meno materiale e perciò risparmiando peso a parità di caratteristiche aerodinamiche.
Inoltre, per estetica ma anche per efficienza di flussi, i cavi sono integrati nel telaio, entrando e uscendo attraverso prese lisce.
TEST MERIDA Scultura 9000
Come anticipato, la bicicletta in prova ha lo stesso telaio utilizzato dai professionisti del Team Bahrain Victorious, cioè Scultura CF5 V di quinta generazione, in colorazione Metallic Black.
Il gruppo Shimano Ultegra Di2, 2x12v, ha guarnitura 52-36 e cassetta 11-30. I freni a disco idraulici Shimano hanno diametro 160 mm, sia all’anteriore che al posteriore.
Il movimento centrale è Pressfit 86.5.
Il cockpit monoblocco in carbonio Merida TEAM SL 1P integrated è caratterizzato da larghezza 400 mm e attacco di lunghezza 110 mm.
Le ruote Reynolds BL 46 Expert DB in carbonio, profilo 46 mm e larghezza interna 21 mm, sono equipaggiate con pneumatici Continental Grand Prix 5000S TR, 700x28 mm.
Completano l’allestimento il reggisella in carbonio Merida TEAM SL e la sella Prologo Scratch M5.
Il peso rilevato direttamente di 7,4 kg, in taglia M e senza pedali, non rappresenta un valore super leggero, ma è certamente allineato con i modelli concorrenti di fascia alta. Il listino di 6.990 euro, invece, distingue eccome la Merida Scultura 9000, facendone una delle bici da corsa con il miglior rapporto qualità-prezzo.


Estetica
Questa colorazione Metallic Black con scritta Merida su tubo obliquo cangiante è davvero bella e, sotto il sole, l’effetto scenografico è notevole. Elegante con la sua estetica tradizionale, ma con forme dei tubi snelle come per i competitor tuttofare.
Design moderno, dunque, e non troppo arzigogolato. Alterna sezioni sfinate e soluzioni aero che non diventano mai troppo appariscenti o stonate.
Nello specifico davanti non si vede un cavo, la scatola sterzo è generosa ma non esagerata. La forcella ha steli dritti che partono larghi sotto lo sterzo e rastremano verso il mozzo.
Sul tubo obliquo, come anticipato, fa bella mostra la scritta Merida in argento iridescente.
Il tubo sella è leggermente “affettato” nella zona inferiore, nei pressi del movimento centrale. Nella zona superiore confluisce in un vistoso rinforzo del nodo sella.
Lo sloping del tubo orizzontale è appena accennato, ma asseconda una bella esposizione del reggisella, con relativa libertà di lieve flessione a vantaggio del comfort. La chiusura del reggisella scompare nel tubo orizzontale.
Al retrotreno, i foderi ribassati sono esili e leggermente arcuati, mentre quelli orizzontali sono schiacciati e appena più generosi nelle sezioni.


Geometrie
La Scultura, nonostante la vocazione differente, condivide la geometria della sorella aerodinamica Reacto, quindi aggressiva, pensata per le gare.
Il reach a 395 mm e lo stack di 557 mm, entrambi allungati, danno origine al rapporto stack to reach di 1,41, confermando la posizione di guida racing.
Il carro corto di 408 mm beneficia del piantone schiacciato che accoglie la ruota posteriore. Proprio il tubo piantone ha apertura di 73,5 gradi, leggermente ampia, che non costringe ad una postura estrema, ma porta a stare ben centrati per apprezzare la reattività della bici. L’angolo di sterzo è di 73,5 gradi, mentre il tubo sterzo misura solo 140 mm per favorire una postura bassa sull’avantreno. È possibile giocare con i 3 distanziali sotto l’attacco per personalizzare la propria posizione entro 30 mm di regolazione.
Il passo complessivo di soli 990 mm completa le misure della Merida Scultura, compatta e reattiva.
Manubrio e attacco in carbonio Merida TEAM SL 1P integrated sono un unico pezzo, con larghezza 400 mm nella zona superiore e lunghezza 110 mm.
Le geometrie, riviste rispetto al passato, e l’allestimento di fascia alta mi hanno fatto sentire a mio agio fin dai primi chilometri del test, riscontrando una familiarità precoce ad essere onesti mai apprezzata così rapidamente nelle prove di modelli precedenti Merida. La posizione in sella è sì aggressiva, ma ben bilanciata e mai scomoda o contorsionistica, ideale per passare molte ore in sella.
A proposito di geometria, una precisazione: le Merida vestono larghe, quindi se siete sempre a cavallo tra due taglie come me, il consiglio è di andare decisi sulla taglia inferiore.


Salita
Il carro posteriore corto e gli angoli di tubo piantone e tubo sterzo rendono la Merida Scultura compatta senza costringere a posture estreme. In salita si apprezzano la leggerezza e la reattività, che non si traduce in fiondate sul fisico, ma piuttosto in efficacia e risposta pronta alle accelerazioni.
Quando si vuole fare velocità procedendo seduti in sella, la bici è fluida e scorrevole.
La Scultura 9000 ha il cockpit integrato in carbonio Team SL 1P, ideale per il carattere di questo modello, con un peso dichiarato di soli 280 g per la configurazione di larghezza 400 mm e lunghezza 110 mm. Per quanto riguarda le caratteristiche dinamiche, non ho avvertito torsioni, né scattando sui pedali né tantomeno nelle frenate forzate in discesa.


Il manubrio ha barra piatta e non troppo profonda, ideale per una presa salda che non spezzi la linea dei polsi. Ho trovato l’ergonomia ottimale in presa alta mentre con le mani sui coprileve si apprezza un buon sostegno degli avanbracci, utile anche in pianura.
La gamma di rapporti dell’allestimento Shimano Ultegra Di2, guarnitura 52-36 e cassetta 11-30, asseconda la vocazione agonistica della bici. Chi non ha gamba allenata se ne accorge quando la pendenza supera la doppia cifra o in caso di salite lunghe, nel mio caso fino a 15 km.
Le prestazioni di cambiata sono assicurate, anche sotto sforzo e indipendentemente da come si posizionano le mani nelle varie prese al manubrio.

Pianura
In pianura e sui percorsi vallonati si sente l’efficienza del trasferimento della potenza. La performance è però abbinata ad un comfort inaspettato per una bici da professionisti. Il retrotreno della Scultura è granitico, così come l’avantreno, c’è una leggera flessibilità verticale aiutata anche dal reggisella Merida TEAM SL che contribuisce a dissipare le vibrazioni trasmesse dalla strada.
La posizione in bici è sempre bella centrata, sia quando si pedala a tutta che in andature più tranquille, perciò ho apprezzato la prontezza di risposta al colpo di pedale ma anche la sensazione di avere tutto sotto controllo durante la guida.


La velocità di crociera di 35 km/h si raggiunge abbastanza agevolmente e si mantiene allo stesso modo senza troppa fatica. Le ruote Reynolds BL 46 Expert DB in carbonio con profilo 46 mm abbinate a pneumatici Continental Grand Prix 5000S TR, 700x28 mm sono davvero notevoli in fatto di scorrevolezza e stabilità al crescere della velocità. Nei rilanci, tuttavia, sembrano aver bisogno di qualche decimo di secondo per supportare al meglio la reattività della Scultura.
Il comportamento conferma la stabilità anche alle torsioni laterali, mentre il canale interno da 21 mm ottimizza l’impronta a terra dei copertoncini, a vantaggio del comfort e dell’aerodinamica. Le Reynolds BlackLabel, infatti, hanno profilo Dispersive Effect Termination (DET), ottimizzato per ridurre la resistenza dell'aria e garantire la massima stabilità in caso di vento laterale.
La combinazione del telaio reattivo della Merida Scultura 9000 e delle ruote Reynolds curate dal punto di vista aerodinamico, amplia notevolmente la versatilità, e quindi i clienti potenziali, di questa bici.
La Scultura è anche facile da guidare, capace di trasmettere feeling di guida senza richiedere troppo tempo per conoscersi.
Il comfort, già molto buono per una bici da gara, può essere ulteriormente aumentato montando pneumatici da 30 mm, la massima misura permessa dagli spazi di telaio e forcella.
Il manubrio Merida TEAM SL 1P per essere un cockpit integrato offre un buon livello nello smorzare le vibrazioni. Il drop ridotto permette di variare rapidamente e agevolmente la presa delle mani nelle varie posizioni.
I comandi Shimano Ultegra Di2, con le leve leggermente inclinate, si confermano ancora una volta davvero comodi e funzionali per le mie mani.

Discesa
In discesa la Scultura è sicura e sincera, precisa in inserimento quanto in percorrenza di curva. La bici resta composta anche in caso di frenate al limite, ben supportata ancora una volta dalla rigidezza del manubrio integrato Merida TEAM SL 1P. Il drop contenuto garantisce di raggiungere facilmente le leve del freno modulando al meglio la potenza dell’impianto Shimano con rotori di diametro 160 mm sia all’anteriore che al posteriore.
La Scultura si dimostra agile, pronta ai cambi di direzione o ad affrontare le curve più tecniche, merito del passo contenuto di 990 mm. Nonostante questa reattività, sono tollerate anche correzioni di linea dell’ultimo istante, senza scomporsi o diventare ingestibile.
La qualità di guida della Merida Scultura 9000 in velocità è altrettanto al top, grazie alla solidità di tutto il comparto inferiore del telaio, della forcella e del tubo sterzo di soli 140 mm che permette di caricare bene l’anteriore aumentando precisione e stabilità, caratteristiche prese dalla Reacto.


Il tubo sterzo X-Tapered permette di montare la forcella conica che migliora rigidità e precisione, per aumentare ulteriormente confidenza e fiducia nello sterzo.
Le ruote Reynolds BL 46 Expert DB e i copertoncini Continental Grand Prix 5000S TR contribuiscono a sicurezza e comfort anche in discesa, smorzando le sconnessioni dell’asfalto dissestato e garantendo il grip in curva.

CONCLUSIONI
Come già affermato in apertura, l’allestimento proposto a 6.990 euro, rende la Merida Scultura 9000 una delle bici con il miglior rapporto prezzo/prestazioni, ideale anche per un utente esigente.
Per qualità dinamiche e feeling trasmesso in ogni settore, questo modello può essere definito senza dubbio una delle migliori bici sul mercato, veloce e reattiva. Il prezzo ragionevole certo non guasta, in un segmento con una concorrenza agguerrita che mira sempre più decisamente al superamento del duplice modello di bici da salita e aerodinamica.

La Merida Scultura rappresenta un’ottima possibilità anche per un utente medio che voglia salire di livello, poiché è una bici ideale per la maggior parte degli amatori, con una posizione in sella aggressiva ma non estrema, a suo agio in tutti i tipi di percorsi affrontati, facendo sentire di riflesso il feeling di guida ottimale anche al ciclista. Per essere perfetta manca solo il misuratore di potenza…

Scheda Tecnica MERIDA Scultura 9000
Telaio: Scultura CF5 V
Forcella: Scultura CF5 disc
Colorazione: Metallic Black (Flash BCP)
Gruppo: Shimano Ultegra Di2, 2x12v, guarnitura 52-36, cassetta 11-30
Freni: a disco idraulici Shimano, diametro 160 mm anteriore e posteriore
Movimento centrale: Pressfit 86.5
Manubrio: Merida TEAM SL 1P integrated, larghezza 400 mm
Attacco manubrio: Merida TEAM ONE-PIECE integrated, lunghezza 110 mm
Serie Sterzo: Merida TEAM SL
Ruote: Reynolds BL 46 Expert DB in carbonio, profilo 46 mm, larghezza interna 21 mm
Pneumatici: Continental Grand Prix 5000S TR, 700x28 mm
Reggisella: Merida TEAM SL
Sella: Prologo Scratch M5
Peso rilevato: 7,4 kg in taglia M senza pedali
Misura Telaio: 3XS, XXS, XS, S, M, L
Colorazioni disponibili: Metallic Black - Passion Red/Dark Race Red
Prezzo: 6.990 euro





