Pubblicato il 09/07/2025
SARTO Raso TC – il flash test grazie a bike-room.com
La storia di Sarto inizia nel 1960 in provincia di Venezia, fondata dai fratelli Antonio, Mario e Giovanni con il nome di Cicli Mariella. Nel 1983 Antonio apre la Sarto Antonio, azienda specializzata nella progettazione e costruzione di biciclette da corsa per i più famosi marchi del settore. Dal 1992 con l’ingresso in azienda della seconda generazione, Sarto punta sul "su misura", scelta che si dimostra vincente portando il marchio a diventare leader mondiale nella produzione di biciclette in fibra di carbonio. Nel 2003 viene creato il primo telaio in carbonio a nome Sarto.
L’azienda è sempre rimasta fedele al proprio credo, la personalizzazione dei telai in base alle misure, alle caratteristiche fisiche e di utilizzo dei propri clienti.
La realizzazione di ogni bici parte dall’analisi di dati specifici quali la forma fisica, la fisiologia, fino a coinvolgere anche gli obiettivi personali. Da questo processo di studio e misurazioni nasce il rendering del telaio.
I tubi in fibra di carbonio sono realizzati a mano, differenziando le sezioni in base alle specificità e alle esigenze del cliente.
La laminazione avviene tramite una tecnica proprietaria che permette di ottenere le caratteristiche volute in termini di comfort, reattività, resistenza e rigidità.
La fase finale di verniciatura è anch’essa personalizzabile affidandosi ai tecnici esperti di Sarto.
I telai Sarto possono essere realizzati su misura oppure con geometria standard, in base alle richieste del cliente.
Analogamente è possibile chiedere consiglio in merito all’allestimento e ai componenti che andranno a completare la bici dei propri sogni.
I tempi di consegna per il proprio capolavoro sono di circa due mesi dall’ordine.

Nel 2023, durante Italian Bike Festival, ho assistito alla presentazione dell’edizione speciale Sarto Raso TC (Tri-Composite), basata sull’esistente Raso, il modello endurance all-road della gamma, il primo ad essere prodotto completamente in azienda.
Il Tri-Composite utilizzato per la laminazione esterna è formato dall’intreccio di fibra di carbonio, resina e filo di rame. Questo tessuto ha applicazioni già consolidate in ambito automotive e motorsport nella realizzazione dei cruscotti e dei caschi da competizione, grazie alle straordinarie doti di elasticità.
Utilizzare il rame nella costruzione del telaio della bicicletta, oltre ad impreziosirne l’estetica, aumenta la resistenza agli impatti e la capacità di dissipazione delle vibrazioni, senza compromettere la rigidità.
Il tessuto Tri-Composite, inoltre, è più spesso rispetto alla fibra di carbonio, e ciò consente di utilizzare meno materiale durante la laminazione.
Infine, grazie alle sfumature delle trame è possibile lasciare i tubi senza vernice, riducendo il peso complessivo, che per il telaio Raso Tri-Composite grezzo in taglia M è di 890 g.
Il filo di materiale composito Toray viene precedentemente lavorato da un fornitore che crea il tessuto con i filamenti di rame, dapprima con un bagno d'argento protettivo e successivamente con la tintura scelta tra diverse tonalità.
Sarto crea le tubazioni che formeranno il telaio fasciato in fibra di carbonio con finitura unidirezionale (UD) e laminazione interna costituita da tessuti Toray M46J, CN80 e T800.
TEST SARTO Raso TC (Tri-Composite)
Ho utilizzato la SARTO Raso TC per 1 weekend, due giorni con uscite fino a 5 ore. Devo ringraziare per l’opportunità Bike-room.com, la piattaforma online che permette di acquistare le bici di alta gamma e dei team dei più importanti brand in modo garantito. La bici è disponibile su Bike-room.com, come vedremo, ad un prezzo semplicemente strepitoso.

Come ogni Sarto, anche Raso TC è disponibile con misure e specifiche personalizzate oppure, come nel mio caso, in versione standard.
Il fantastico allestimento di questa bici è costituito dal gruppo Campagnolo Super Record WRL 2x12sp (guarnitura 50-34 e cassetta pignoni 10/29) e freni idraulici Campagnolo Super Record WRL Disc con dischi di diametro 160 mm anteriore e 140 mm posteriore.
I cerchi full carbon Campagnolo Bora Ultra WTO 45 hanno profilo di 45 mm e sono abbinati ai copertoncini Pirelli P Zero Race TLR 700x28. Per chi volesse aumentare il comfort gli spazi telaio e forcella consentono di montare coperture con sezione fino a 35 mm.
Il cockpit in carbonio Deda Alanera RS ha curva di larghezza 420 mm e attacco integrato da 120 mm.
Il reggisella Sarto dedicato alla Raso sorregge la sella Selle Italia SLR Superflow.
Il peso da me rilevato per la bici in questa configurazione è di 7,25 kg, in taglia M e senza pedali.
Il prezzo di listino è di 18.500 euro, ma su Bike-room.com attualmente è proposta a 9.990 euro. Questo perché si tratta di una bici a Km0, utilizzata nello showroom Sarto o nei servizi fotografici, che non ha mai toccato la strada prima di questo test e ha percorso solo i pochi chilometri del mio weekend.
Estetica
Le linee del telaio sono moderne, con sezioni e profili differenziati tra avantreno e zona posteriore, tra tubazioni più squadrate e forme più tondeggianti. Il tubo sterzo si fa notare ma non ha volumi eccessivi, lasciando comunque intravedere il carattere agonistico della Raso TC. Il profilo dell’obliquo si deve chiaramente all’ottimizzazione aerodinamica della sezione.
Il triangolo posteriore è compatto, a privilegiare la reattività. In generale, l’impatto visivo è di leggerezza, senza tubi massicci, ma sobrio ed elegante. Verso il retrotreno, i volumi sfinano e la linea filante si fa ulteriormente leggera allo sguardo. Il tubo orizzontale non è inclinato (sloping), come tradizione per le bici da gara, il che permette di accorciare il carro posteriore e l’interasse.


Gli steli della forcella sono schiacciati e assottigliati avvicinandosi al mozzo. La transizione con il tubo obliquo avviene senza soluzione di continuità, elegante e funzionale all’aerodinamica.
Il manubrio integrato Deda Alanera RS in carbonio è bellissimo, nasconde alla vista tutti i cavi e rappresenta il degno completamento per le linee e il livello della Raso TC.
I foderi obliqui, dritti e tondeggianti, si innestano ribassati nel piantone con un particolare profilo alare orizzontale nella parte alta. I foderi bassi squadrati sono più generosi ma non oversize, nemmeno nella zona della scatola del movimento centrale T47. Proprio il T47 è scelto da Sarto per avere maggiore rigidità e resistenza nella zona del movimento centrale, lasciando più spazio per il cablaggio interno.


La grafica della Sarto Raso TC in prova è nera lucida combinata alle tonalità della fibra di carbonio con filamenti di rame finitura bianca che resta visibile grazie alla vernice trasparente. I riflessi del telaio sono unici e variano con la luminosità, resi ancor più belli dalla finitura C-Lux dei cerchi Campagnolo Bora Ultra WTO 45, anch’essi con superficie lucida e priva di verniciatura.
Geometrie
La Sarto Raso TC ha geometrie da gara, con un reach allungato a 393 mm, ed uno stack contenuto di 545 mm. Il rapporto stack to reach di 1,39 identifica un assetto corsaiolo.
Il carro contenuto misura 405 mm grazie al piantone schiacciato che accoglie la ruota posteriore. Il tubo piantone ha apertura di 74 gradi, leggermente ampia, che porta ad una posizione non estrema, ma comunque bella dritta per assecondare la prontezza della bici alle accelerazioni. L’angolo di sterzo è di 72,5 gradi. Queste misure e il passo complessivo di poco inferiore al metro, rendono la Sarto Raso TC compatta e reattiva.


Il tubo sterzo misura 147 mm e aiuta a stare rialzati. C’è comunque la possibilità di personalizzare il proprio assetto agendo sul numero di spacer sotto l’attacco manubrio, con un’ampiezza di regolazione di circa 2 cm.
Sarto riassume le scelte dimensionali della Raso TC con la ricerca del comfort, identificando la vocazione all’utilizzo per le lunghe distanze.
Salita
La qualità dell’allestimento rende questa Sarto RC leggera e prestazionale, ideale per qualsiasi percorso e dislivello.
Quando si accelera in fuori sella la bici è rigida e scattante. In questi frangenti ho apprezzato anche il reach generoso che scongiura il rischio di sfregamenti tra ginocchia e manubrio.
Nonostante si senta leggera, la trazione è assicurata e non ho notato alcuna avvisaglia di perdita di aderenza al posteriore.


Le combinazioni di rapporti offerte dalle corone 50/34 e dalla cassetta 10-29 permettono di affrontare agevolmente anche pendenze importanti, nelle mie uscite fino al 14%.
Le cambiate del gruppo Campagnolo Super Record WRL sono sempre affidabili e molto silenziose, anche sotto sforzo.
Le Bora Ultra WTO 45 supportano al meglio gli scatti grazie alla straordinaria rigidità torsionale e non fanno avvertire la minima flessione o dispersione di watt.
Le ruote abbinate ai copertoncini Pirelli P Zero Race TLR si sentono molto efficaci anche salendo di passo, seduti sulla sella, con una scorrevolezza appagante.

Il manubrio Deda Alanera RS aiuta la rigidità e reattività dell’avantreno quando ci si alza sui pedali. Ho apprezzato l’ergonomia sia in presa sulle leve che impugnando la parte piatta, senza discontinuità della linea dei polsi che possa creare fastidi, nemmeno nei tratti più impegnativi quando si tira con le braccia.
Pianura
La Sarto Raso TC è ideale per trascorrere molte ore in sella grazie al feeling di guida, fluida e scorrevole anche su asfalto rovinato, con un’ottima capacità di smorzare le vibrazioni provenienti dal manto stradale. Questa sensazione di comfort deriva soprattutto dalle qualità di telaio e forcella, in particolare dell’avantreno che è sì rigido e preciso, ma mai nervoso o difficile da gestire.
Mi ha stupito la confidenza quasi immediata che si crea, indipendentemente dal percorso affrontato e dalla velocità con cui si pedala. Nonostante il reach generoso di 393 mm e la mia flessibilità non proprio da atleta professionista, la posizione di guida non è eccessivamente allungata e non pregiudica il comfort durante le uscite.

Il cockpit monoblocco Deda Alanera RS è bello da vedere, allineato all’estetica pulita e filante della Raso TC, tanto che piega e telaio sembrano progettati per stare insieme. I comandi Campagnolo Super Record EPS sono lì in punta di dita, sia con le mani sui copri leve che in presa bassa, evidenziando l’eccellente ergonomia, almeno per le mie misure.
Il manubrio Deda Alanera RS con flare di 6 gradi permette l’allineamento ottimale di spalle e braccia, per una postura confortevole e il pieno controllo anche nei tratti più tecnici.
Le ruote, intese come abbinamento cerchi Bora Ultra WTO 45 e copertoni Pirelli P Zero Race da 28 mm, sono favolose in pianura, volano via a 35-40 kmh senza accorgersi. Rigide, ma non scorbutiche, trasmettono l’appagante sensazione di scorrevolezza quando si aumenta l’andatura, in pianura come sui falsopiani. Il comfort è assicurato dal canale largo 23 mm che permette l’abbinamento ottimale con i Pirelli PZero Race, gonfiati a pressioni di circa 5 bar.
Discesa
Il comparto anteriore, manubrio, zona sterzo e forcella, infonde la giusta sicurezza di guida e rende la Raso TC precisa in impostazione e percorrenza, per farmi sentire la strada in modo ottimale.
La traiettoria è facile da mantenere e la bici riesce a smorzare anche qualche scossone trasmesso dall’asfalto scassato. La leggerezza della Raso fa sì che si possa correggere o cambiare linea velocemente, potendo contare sull’estrema maneggevolezza. Tutto ciò permette davvero di divertirsi anche quando la strada scende.
I comandi del cambio Campagnolo Super Record WRL in presa bassa sono molto funzionali, si raggiugono facilmente e la cambiata è immediata, come in tutti gli altri settori del resto. L’impianto frenante garantisce una frenata davvero potente e modulabile, le leve sono facilmente raggiungibili grazie al design della curva Deda Alanera RS e la bici permette anche qualche correzione quando si entra in curva un po' troppo forte.
Forse il disco anteriore da 160 mm è addirittura eccessivo e si potrebbe optare per la stessa configurazione da 140 mm del posteriore, ma la tendenza recente sulle bici ad alte prestazioni è questa.
Il flare della piega Alanera RS si conferma ideale per avere manovrabilità e controllo anche in presa bassa. Il cockpit monoblocco in fibra di carbonio rende l’avantreno ancora più rigido, esaltando l’agilità e la precisione della Raso TC, ma bisogna abituarsi a questa reattività.
La posizione spianata non è estrema, e lo scarto sella/manubrio permette di abbassare il baricentro per aumentare il grip e la sicurezza in piega. Si gode di un bel bilanciamento, che mi fa sentire sempre “sulla bici” e mai portato a spasso.
Il canale largo delle Bora Ultra WTO 45 e la sezione a goccia aiutano a mitigare le turbolenze del vento sia frontale quanto laterale. L’altezza del profilo di 45 mm è a mio avviso ideale per garantire performance ma anche versatilità di utilizzo e supportare al meglio il piacere di guidare la Sarto Raso TC. Con una larghezza interna di 23 mm, i cerchi offrono il giusto supporto in curva per gli pneumatici Pirelli P Zero Race da 28 mm garantendo grip all’anteriore e trazione al posteriore quando si rilancia all’uscita dalle curve lente.

Come anticipato l’allestimento della Sarto Raso TC è al vertice della gamma, ma due componenti a mio avviso meritano un approfondimento particolare, poiché hanno una grande influenza sul giudizio complessivo della bici in prova: il manubrio integrato Deda Alanera RS e le ruote Campagnolo Bora Ultra WTO 45.
Deda Alanera RS – il manubrio integrato
Deda Alanera RS è una delle pieghe integrate in fibra di carbonio di maggior successo, dall’aspetto moderno e aggressivo. Per la realizzazione vengono utilizzati tessuti UD e 3K con orientamenti specifici per le differenti zone. Questo processo produttivo e la costruzione monoscocca senza parti incollate consentono di ottenere un’ottima rigidità contenendo il peso.
La collaborazione con il Politecnico di Milano ha ottimizzato le forme dal punto di vista aerodinamico grazie alla simulazione CFD e ai test in galleria del vento. Come accennato in precedenza, il passaggio dei cavi è interno, per mantenere la pulizia del profilo e migliorare lo scorrimento dei flussi d’aria.
La forma della curva RHM Evo presenta una zona di transizione piatta tra la parte orizzontale ed i comandi del cambio, a tutto vantaggio del comfort. Grazie a questa conformazione, inoltre, è possibile inclinare leggermente le leve verso l’interno, avendo a disposizione più spazio per poggiare gli avambracci sul manubrio.


La larghezza di 420 mm dichiarata da Deda è misurata esterno/esterno, non centro/centro come fanno quasi tutti gli altri costruttori.
Il drop (altezza verticale della piega) compatto di 120 mm facilita un assetto equilibrato nelle tre posizioni delle mani, sulla barra centrale, sulle leve dei freni e sulla parte bassa della piega. Risulta più agevole mantenere un assetto basso, migliorando il comfort e l’aerodinamica.
Anche il reach (profondità della piega) ridotto, 75 mm, migliora la comodità e la facilità di raggiungere i freni sia in presa bassa che in presa alta.
Alanera RS presenta un flare di 6 gradi (angolo di apertura verso l’esterno della parte bassa della piega) che permette di stare più stretti quando si impugna con le mani sulle leve, migliorando il controllo e il comfort. Questo angolo di apertura corrisponde ad una differenza di larghezza di 2,5 cm tra parte alta e bassa. In quest’ultimo caso si ha una maggiore ampiezza a vantaggio della stabilità e guidabilità, soprattutto in discesa.
Bora Ultra WTO 45 – le ruote
Le Bora Ultra WTO 45 Disc Brake sono ruote full carbon a profilo medio 45 mm, assemblate completamente a mano. La sezione a a goccia migliora la penetrazione nell’aria e riduce la forza di trascinamento. Questa costruzione innovativa consente di alleggerire le ruote, ottimizzando le prestazioni aerodinamiche e mantenendo la manovrabilità che ha reso celebri le Bora.
La ruota è realizzata con il processo H.U.L.C. di Campagnolo (Handmade Ultra-Light Carbon), l’esclusiva tecnologia Campagnolo che ottimizza il rapporto tra fibra di carbonio UD e resina per aumentare stabilità, rigidità e controllo, senza l’utilizzo di strati di verniciatura aggiuntivi.
La finitura C-LUX garantisce una superficie naturalmente lucida, senza bisogno di verniciatura.
Le larghezze, interna 23 mm ed esterna 28,4 mm consentono di montare pneumatici 700c, con sezioni da 28 a 35 mm.
Le Ultra WTO hanno l’iconica raggiatura G3 di Campagnolo, gruppi di tre raggi paralleli a testa dritta disposti in un rapporto 2:1. Avere il doppio dei raggi su un lato consente di bilanciare le tensioni aumentando la rigidezza e il trasferimento di potenza. Un design distintivo che riduce le vibrazioni trasmesse al ciclista, minimizzando le micro-deformazioni del cerchio. La geometria G3 è differenziata per la ruota anteriore e posteriore in modo da assorbire i carichi di frenata ed ottimizzare l’efficacia della pedalata.


Il sistema Mo-Mag (Mounting Magnete) brevettato da Campagnolo permette di posizionare i nippli all’interno del cerchio tramite un magnete, senza necessità di forare il canale. Questo sistema interno strizza l’occhio sia all’aspetto aerodinamico sia alla leggerezza. Le sedi interne dei nippli in polimero rinforzato con fibra di vetro fanno da riferimento per l’allineamento ottimale di raggi e nippli, riducendo anche le sollecitazioni esterne sui componenti. Tutto ciò si apprezza in termini di rigidezza e reattività.
I mozzi adottano i cuscinetti CULT (Ceramic Ultimate Level Technology) con sfere in ceramica che riducono l’attrito e massimizzano la scorrevolezza.
La tecnologia 2-Way Fit di Campagnolo garantisce la piena compatibilità con coperture tubeless, tubeless-ready e copertoncino, ampliando le possibilità di scelta.
Il peso dichiarato da Campagnolo per la coppia di Bora Bora Ultra WTO 45 è di 1.325 g.
Per ruote di questo livello l’ovvio abbinamento è con il gruppo Campagnolo Super Record Wireless e allestimento complessivo al top. Certo, tutto ciò fa schizzare il prezzo finale della Sarto Raso TC alle stelle, riducendo drasticamente il novero dei potenziali acquirenti.
CONCLUSIONI
Sarto Raso TC si apprezza per le forme aero mai esagerate, la costruzione totalmente artigianale e la qualità delle finiture, sia del telaio quanto dei componenti che ne completano l’allestimento.
Sulle lunghe distanze ho apprezzato particolarmente il comfort e la familiarità di posizione in sella e di guida, sempre considerando che si tratta di una bici dall’anima corsaiola.
È una bici bici all-road, ideale su tutti i tipi di percorsi, che si voglia spingere o godersi un’uscita più tranquilla.
Siamo di fronte al lusso, per fattura e per prestazioni. Tutto ciò si paga. Il prezzo di 9.990 euro proposto da Bike-Room per questa SARTO Raso RC è un’occasione unica!

Scheda Tecnica SARTO Raso TC
Gruppo: Campagnolo Super Record WRL 2x12sp (guarnitura 50-34 e cassetta pignoni 10/29)
Freni: Campagnolo Super Record WRL Disc Ø 160 mm anteriore e 140 mm posteriore
Coperture: Pirelli P Zero Race TLR 700x28
Cerchi: Campagnolo Bora Ultra WTO 45
Cockpit: manubrio Deda Alanera RS larghezza 420 mm e attacco integrato 120 mm
Sella: Selle Italia SLR Superflow
Reggisella: Sarto dedicated
Peso rilevato: 7,25 kg in taglia M e senza pedali
Prezzo di listino: 18.500 (prezzo attuale Bike-room 9.990 euro)Info: Sito web Sarto bikes
Info: Bike-room.com
Nelle foto:



