Pubblicato il 29/07/2025
TREK Madone SL6 AXS Gen8 – un progetto tutto nuovo e polivalente
Tutti i produttori di biciclette da corsa stanno semplificando le proprie gamme prodotti, per motivi di costo certo, ma anche funzionali. Infatti, sia gli atleti professionisti sia i ciclisti amatoriali chiedono una bici versatile, che superi la dicotomia che obbliga a scegliere tra leggerezza e aerodinamica.
La prima versione della Trek Madone, il cui nome è ispirato al celebre passo francese, fece la sua comparsa nella gamma del brand americano nel 2003. Nel 2016 il modello venne completamente rivisitato puntando sulle performance aerodinamiche.
Lo scorso Giugno 2024 è stata presentata l’ultima rivoluzione per la Madone, in grado di esaltare il carattere polivalente del modello. La Gen8 coniuga il peso ridotto dell'Emonda con le qualità aerodinamiche della Madone Gen7, racchiudendo e migliorando i pregi di entrambi i modelli. È stata sviluppata ascoltando i feedback dei corridori del Team Lidl-Trek, per creare appunto una bici che integri e superi i precedenti modelli e non sia un semplicemente un compromesso del quale accontentarsi.
Il telaio Madone SL è realizzato con una stratificazione di carbonio OCLV 500, meno pregiata rispetto alla versione SLR che sfrutta le qualità del processo OCLV 900.

Ma che cos'è il carbonio OCLV? L'Optimum Compaction Low Void Carbon (OCLV) di Trek è una fibra di carbonio brevettata utilizzata per telai, ruote, manubri e componenti. L'OCLV prevede una fibra stratificata per fornire caratteristiche di guida specifiche e compattata utilizzando calore e pressione per ottenere un rapporto perfetto tra carbonio e resina. Questo processo viene attentamente monitorato per ridurre al minimo i vuoti, gli spazi tra gli strati di carbonio che riducono resistenza e durata.
Il livello di carbonio OCLV è abbinato ad un numero che indica l’ottimizzazione della sua stratificazione in termini di resistenza e rigidità. OCLV 900, ad esempio, vuol dire che è necessario meno materiale rispetto a OCLV 500 per ottenere la stessa resistenza e ciò permette di ridurre il peso del telaio.
I tecnici Trek hanno utilizzato il software di simulazione FEA (Finite Element Analysis, analisi a elementi finiti) per mettere a punto le caratteristiche differenziate per le varie zone del telaio. Diventa perciò possibile creare la stratificazione ideale di carbonio, conferendo rigidità dove si ricerca l'efficienza di pedalata e flessibilità dove lo scopo è aumentare il comfort.
I vari modelli così ottenuti vengono sottoposti ad ulteriore valutazione utilizzando la fluidodinamica computazionale (CFD), per ottimizzare le forme in termini di aerodinamica, peso, comfort e feeling di guida.
Ecco spiegato come nascono i profili dei nuovi tubi aerodinamici Full System Foil che migliorano il flusso d'aria ottimizzando le sezioni per contenere il peso. Tutti i test nella galleria del vento sono stati eseguiti in configurazione completa e realistica, con il "manichino che pedala" Manny per considerare l'aerodinamica del ciclista. Le forme suggerite hanno estremità posteriori più arrotondate rispetto ai precedenti profili Kammtail Virtual Foil (KVF), mentre le zone anteriori presentano una forma relativamente rettangolare.


Ad esempio, la forma del tubo obliquo favorisce l’efficienza strutturale più che l’efficienza aerodinamica perché la scia d'aria si muove lentamente dietro la ruota anteriore, consentendo di utilizzare una sezione trasversale più smussata, strutturalmente più efficiente e leggera. Al contrario, la parte superiore del tubo sella, l'IsoFlow e il reggisella sono progettati con forme molto affusolate in quanto il flusso d'aria tra le gambe del ciclista viene accelerato, aumentando la resistenza aerodinamica in quella regione. Ogni forma è dunque progettata considerando come viene investita dall'aria, sopra, davanti e dietro.
"La caratteristica principale del flusso d'aria quando un ciclista pedala sono due vortici che si diramano dai fianchi e dalla parte bassa della schiena del ciclista e si propagano a valle", ha detto John Davis, capo dell'aerodinamica. "Sono responsabili di molta resistenza. Creano un'area con un flusso lento dietro il ciclista. La logica aerodinamica alla base di IsoFlow: vogliamo creare un canale che permetta all'aria in rapido movimento tra le gambe di raggiungere l'area a bassa energia dietro il ciclista”.
Trek ha affinato la tecnologia IsoFlow già presente nella precedente Gen7, alleggerendo il sistema e aumentando dell’80% l’elasticità verticale. Ciò significa un maggiore assorbimento delle microvibrazioni durante la guida e quindi un comfort maggiore.TEST TREK Madone SL6 AXS Gen8
La Trek Madone SL6 AXS protagonista del mio test è basata sul telaio in carbonio OCLV 500, più pesante della versione SLR OCLV 900 di circa 250 g. Geometrie, sezioni e IsoFLow sono però gli stessi, così come la nuova forcella monoblocco full carbon, introdotta proprio sulla Trek Madone Gen8.
Il gruppo Sram Rival eTap AXS, 2x12 velocità, ha corone 48-35 con misuratore di potenza DUB Quarq e cassetta 10-36. Il movimento centrale è Sram DUB T47 filettato.
L’impianto frenante Sram agisce su rotori di diametro 160 mm, sia all’anteriore che al posteriore.
Le ruote Bontrager Aeolus Elite 35 sono realizzate in carbonio OCLV. Sono tubeless ready e hanno profilo da 35 mm, con perno passante 100x12 mm anteriore e 142x12 mm posteriore. Utilissima e intelligente la soluzione con leva di bloccaggio rimovibile, consuetudine di Trek già da vecchia data.
Gli pneumatici Bontrager R3 Hard-Case Lite, tubeless ready, hanno sezione 28 mm, ma la Madone può ospitare coperture fino a 32 mm.
La sella Bontrager Aeolus Comp, larghezza 145 mm, è abbinata al reggisella in carbonio aero Madone, dedicato al modello.
Il cockpit è in configurazione tradizionale, con manubrio in alluminio Bontrager Comp, con flare che permette larghezza differente tra superiore 40 cm e inferiore 44 cm (reach 80 mm, drop 121 mm). L’attacco, anch’esso in alluminio, è Trek RCS Pro, inclinazione -7 gradi e lunghezza 100 mm.
Il peso dichiarato da Trek è di 1.054 g per il telaio verniciato in taglia M/L e 363 g per la forcella verniciata. Il peso rilevato direttamente da me per la bici in questo allestimento, in taglia M/L (55) e senza pedali, è di 8,5 kg.
Il prezzo parte da 3.999 euro, al netto di tutte le personalizzazioni possibili.

Estetica
Beh, il kit telaio Madone SL Gen8 in questa colorazione Dark Star è davvero particolare ed elegante. Le tonalità di nero, blu, verde scuro e viola con verniciatura brillante danno un effetto wow al cambiare della luminosità. Il listino del solo kit telaio è di 3.069 euro.
Ciò che si nota immediatamente, e caratterizza la Madone, è la linea dei foderi alti che diventa un tutt’uno con il tubo orizzontale. Proprio i foderi alti hanno forma davvero particolare, dritti, larghi e schiacciati ma dal profilo sottilissimo.
La zona anteriore fa subito capire che è frutto di una ricerca di ottimizzazione della penetrazione nell’aria, con la forcella a steli dritti che si innesta nel tubo sterzo possente e dal profilo a goccia.
Il manubrio classico in due componenti un po’ penalizza il look, ma questa SL6 AXS è una versione che bada alla sostanza.


Le forme dei tubi sono più snelle rispetto alla Gen7, il che significa che l’ottimizzazione aerodinamica ha portato anche all’impiego di meno materiale, per risparmiare peso.
L’Isoflow, la connessione tra tubo sella, orizzontale e foderi, si ama o si odia. Il “buco” è più piccolo rispetto alla Gen7, ma ovviamente rimane fattore distintivo della Madone.
Come anticipato parlando di studio dei flussi d’aria, il tubo obliquo è squadrato. Dato che viene investito da aria a velocità più lenta non necessita di un’esasperazione delle forme in termini aerodinamici.
Il tubo sella accoglie la ruota come una carenatura e contiene le lunghezze del carro e dell’interasse, a dare reattività e brio alla bici.
Geometrie
Le taglie sono nuove, così come la geometria H1.5, equilibrio tra H1 “da gara” e H2 più versatile. Nonostante sia una bici da competizione, reach da 389 mm e stack da 562 mm danno un rapporto 1,44, dunque da assetto neutro e non certo estremo. Il tubo sterzo 150 mm offre una postura non troppo ribassata, ma è comunque possibile agire su quattro spessori sotto l’attacco con una regolazione complessiva di 40 mm per chi vuole caricarsi maggiormente sull’anteriore.
L’angolo del tubo piantone, leggermente ampio 73,4 gradi, permette una posizione sì ben sopra al movimento centrale, ma non sacrificata. Questo garantisce la reattività ai rilanci.
Il reggisella ha una buona esposizione, nonostante il tubo orizzontale abbia un’inclinazione minima. C’è una leggera libertà di flessione che smorza le vibrazioni del manto stradale migliorando il comfort.


Il carro è contenuto 410 mm grazie al piantone che accoglie la ruota posteriore, mentre il passo complessivo è di 980 mm, per una bici bella compatta.
L’angolo di sterzo a 72,9 gradi e la lunghezza dell’attacco 100 mm consentono una postura più rialzata quando non si mena a tutta ma si vuole pedalare in tranquillità.
Salita
Le ruote Bontrager Aeolus Elite 35 sono ottime in scorrevolezza in salita sul passo, anche se un po’ il peso complessivo si fa sentire. Quando si deve fare velocità, seduti in sella, la bici è fluida e scorrevole.
Il retrotreno è stabile, si percepisce la leggera flessibilità verticale che contribuisce a dissipare le vibrazioni trasmesse dalla strada, mantenendo la ruota posteriore in trazione.
Curva e attacco in alluminio non sono granitici come potrebbe essere un cockpit integrato, ma non ho notato flessioni anomale nemmeno in accelerazione in piedi sui pedali. In più, danno una bella facilità in termini di personalizzazione e manutenzione del cockpit. Dal punto di vista funzionale, Bontrager Comp in alluminio ha una forma tondeggiante, quasi classica, con la zona superiore appena appiattita e molto comoda in presa. Con le mani sui coprileve si gode di un discreto appoggio degli avanbracci.


Il gruppo wireless Sram Rival eTap AXS è affidabile e preciso anche nei tratti impegnativi. La combinazione guarnitura 48-35 e cassetta 10-36 offre una gamma ottimale che consente di andare ovunque senza imprecazioni, anche su salite con pendenze in doppia cifra e gamba non al top. L’integrazione con l’app Sram permette di personalizzare la cambiata e di usufruire di tutte le altre innumerevoli funzionalità, sconosciute ai più.
Pianura
Le ruote Bontrager Aeolus Elite 35 giocano sicuramente la loro parte nella scorrevolezza della Madone in pianura, nonostante il profilo medio e il canale interno solo 19,5 mm, che si discosta dalla recente tendenza da almeno 23 mm. L’altezza del profilo da 35 mm permette una conduzione senza problemi anche al crescere della velocità. Si portano agevolmente a velocità anche superiori ai 35 km/h, proprio grazie al profilo medio non risentono particolarmente del “sailing effect” in caso di vento laterale.


In pedalata, si ha la bella sensazione di essere centrati sulla bici, apprezzando il comfort, ma anche la stabilità e la rapidità nei cambi di direzione.
L’equilibrio tra prestazioni e comodità è merito della laminazione della fibra e dell’Isoflow, ma anche delle geometrie. Con gomme in configurazione tubeless ci sarebbero ancora più comfort e grip. Azzeccata a mio avviso la scelta di montare di serie coperture da 28 mm, per massimizzare la versatilità della Madone.
La reattività non ne esce penalizzata, anzi, appena ti alzi in piedi, la bici risponde. L’avantreno è da bici da corsa pura, granitico. Il triangolo posteriore offre rigidità per supportare al meglio accelerazioni e rilanci.
Per quanto concerne la funzionalità, l’ergonomia dei comandi Sram si è confermata super per le mie mani, con le leve leggermente inclinate e sagomate per una linea polsi ottimale, indipendentemente dall’andatura.
Il manubrio fa un buon lavoro nello smorzare le vibrazioni. Il drop ridotto di 121 mm permette di variare rapidamente la presa delle mani verso la posizione bassa.
Discesa
La Madone Gen8 trasmette feeling anche nei tratti più tecnici o con asfalto rovinato. Non l’ho mai percepita scorbutica e dunque più “facile” anche per un utente non troppo esperto, magari montando ruote con canale interno da 23 mm.
La bici è precisa da guidare, merito soprattutto dell’avantreno e della forcella rigidi, che supporta al meglio la traiettoria e la velocità sia in impostazione che in percorrenza di curva. Il retrotreno compatto trasmette rapidità nei cambi di direzione.
La Madone è stabile ed equilibrata, forse lievemente penalizzata dalle gomme non al top della gamma, soprattutto davanti la Bontrager R3 va un po’ in crisi sul viscido.


L’impianto frenante Sram con dischi da diametro 160 mm anteriore e posteriore ha frenate super per modulazione e potenza, anche in condizioni di pioggia.
Il flare del manubrio permette di una presa ottimale e una guida sicura, mentre la posizione in bici mi ha permesso di “sentire” la Madone sincera anche in piega.CONCLUSIONI
Nonostante sia una bici da performance impegnata in gare World Tour, la Madone Gen8 mi è sembrata ideale anche per un utente medio, grazie alle sue qualità di comfort e familiarità di guida.
È veloce e comoda al posteriore, ma rigida come una bici da gara all'anteriore. SL Consente di avere una bici centrata per la maggior parte degli amatori, con una posizione in sella sì racing ma non estrema, sicura e a suo agio in tutti i tipi di percorsi affrontati. Inoltre, il manubrio tradizionale ha il grande vantaggio di poter venire regolato senza diventare pazzi. Misuratore di potenza incluso nelle configurazioni SRAM. Certo, si paga un po’ in termini di peso con gli 8,5 kg di questa versione.
Per una volta posso dire che il prezzo di 3.999 euro per la bici in colorazione standard mi sembra perfino contenuto, considerando che c’è anche il power meter di serie.
Per chi vuole sbizzarrirsi, Trek ci ha ben abituato alla ricchezza della gamma colori e alla possibilità di personalizzazione tramite ProjectOne, che però richiede costi aggiuntivi, spesso non banali. È il caso di questo kit telaio Dark Side con il prezzo di listino di 3.069 euro.

SCHEDA TECNICA TREK Madone SL6 AXS Gen8
Telaio: Madone SL Gen8, Carbonio OCLV 500 Series, perno passante 142x12 mm, colorazione Dark Star
Forcella: Madone Gen8 full carbon, disco flat mount, perno passante 100x12 mm
Gruppo: SRAM Rival eTap AXS, 2x12v, corone 48-35 con misuratore di potenza DUB Quarq, cassetta 10-36
Rotori: SRAM Paceline, centerlock, diametro 160 mm anteriore e posteriore
Movimento centrale: SRAM DUB, T47 filettato
Ruote: Bontrager Aeolus Elite 35, carbonio OCLV, Tubeless Ready, profilo del cerchio 35 mm, larghezza esterna 27 mm, larghezza interna 19,5 mm.
Pneumatici: Bontrager R3 Hard-Case Lite, Tubeless Ready, 170tpi, 700x28 mm
Sella: Bontrager Aeolus Comp, binari in acciaio, larghezza 145 mm
Reggisella: in carbonio aero Madone
Manubrio: Bontrager Comp, lega, 31,8 mm, reach 80 mm, drop 121 mm, larghezza controllo 40 cm, larghezza drop 44 cm
Attacco manubrio: Trek RCS Pro, -7 gradi, lunghezza 100mm (40 mm spacer)
Peso dichiarato da Trek: 1054 g (telaio verniciato in taglia M/L) – 363 g (forcella verniciata)
Peso rilevato direttamente: 8,5 kg bici completa in taglia M/L (55) senza pedali
Prezzo: a partire da 3.999 euro (prezzo kit telaio Dark Star: 3.069 euro)
Info: Sito web Trek




