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Organizzazione Granfondo

Dietro le quinte di una manifestazione sportiva – l’organizzazione
 Pubblicato il 01/12/2017

Molti di noi partecipano a cicloturistiche, granfondo, marathon, o manifestazioni ciclistiche in generale, che siano su strada oppure offroad.
Dopo le ferventi critiche che abbiamo sentito da più parti e letto, sia su carta stampata che su internet, rivolte in particolare alle carenze organizzative e di sicurezza delle recenti granfondo, ci è venuta la curiosità di capirne un po’ di più…
GF Alpi Biellesi - Playfull
Ci siamo allora rivolti ad un professionista, che si dedica alle organizzazioni di eventi outdoor, che siano in bicicletta o a piedi, Enrico Cavallini, titolare della società Play Full.
CyclingOn: Enrico, la prima curiosità che abbiamo riguarda i passi concreti che un’organizzazione deve compiere per organizzare una manifestazione, magari per la prima edizione?
Enrico: Uh! Che domanda complessa, o meglio, è la risposta ad essere complessa. Innanzi tutto si deve capire che tipo di manifestazione si vuole mettere in piedi. Questa scelta determina se si rientra nel celeberrimo art. 9 del Codice della Strada (che regolamenta le competizioni sportive su strada), che è la vera chiave di volta della tribolazione di un organizzatore. Quindi, il primo passo in assoluto è individuare bene se si dovranno chiudere delle strade. Va poi richiesto il nulla osta al passaggio ai singoli comuni, mandata la richiesta di alla Prefettura e alla Questura.
 
C: Quali sono le tempistiche e le scadenze delle precedenti tappe?
E: La norma di legge indica in 30 giorni il tempo entro il quale inviare le richieste ai vari enti (Comuni, Prefetture, Questure, ecc), ma il bravo organizzatore si muove già mesi prima. É facile farsi negare un permesso e bisogna assicurarsi per tempo che il nostro percorso non intralci altre manifestazioni, ad esempio.
 
C: Immaginiamo che la burocrazia giochi un pesante ruolo in termini di autorizzazioni e lungaggini varie…Ma, in termini più esaustivi, quali sono i maggiori ostacoli che ti trovi a fronteggiare per arrivare al risultato?
E: Senza ombra di dubbio la sicurezza dei partecipanti. E qui ci scontriamo nuovamente con l'art. 9. Se la strada va chiusa, allora le cose si complicano e, secondo la partecipazione, possiamo avere la necessità di personale qualificato. Se si organizza una cicloturistica o un'escursionistica in MTB è tutto molto più facile, ma se si organizza una gara su strada o una in MTB che attraversa strade, ahimè, bisogna lavorare parecchio. Vanno controllati e presidiati gli incroci che, in talune zone, possono anche essere un centinaio su un percorso sopra i 160km. Trovare il personale qualificato (ASA - Addetti Alla Segnalazione Aggiuntiva) è complicatissimo.
 
C: Quale pensi che sia la causa principale dei recenti flop organizzativi di manifestazioni, anche a forte risonanza di pubblico e mediatica?
E: Sempre lo stesso punto: la sicurezza. Il cicloamatore non chiede tanto: non gli serve un pacco gara astronomico, tanto meno richiede un pasta party preparato da un chef stellato, ma sicuramente non vuole essere lanciato in mezzo al traffico. Quindi è necessario un capillare presidio degli incroci. Se manca il personale il caos è probabile, mentre in alcune zone (vedi la Brianza o i grandi laghi), allora il caos è certo!
 
C: A seguito di recenti casi di positività a sostanze proibite nelle competizioni amatoriali e dell’atmosfera di esasperazione, soprattutto in competizioni road, che abbiamo più volte sperimentato, qual è il tuo punto di vista riguardo il tema “classifiche sì o classifiche no”?
E: Le classifiche vanno bene, il sano agonismo ci sta, e che l'1% tenti la via facile, be', evidentemente sono persone con problemi interiori. Importante è che il 99% sia “a posto”, e, fortunatamente, lo è. Anche i “cicloesaltati” sono persone che hanno qualche problema personale di autostima di fondo. Ma ricordiamo che il “gruppo” è composto da gente normale, che si comporta a modo e si diverte, seppur guardando il tempo e ambendo ad un eventuale premio.
 GF Alpi Biellesi - Playfull
 
Presentazione Enrico e Playfull
Enrico Cavallini nasce a Biella il 28 febbraio 1970. Con un passato da programmatore di computer, si avvicina alla bicicletta all'età di 30 per perdere peso e da lì non l'ha mai più abbandonata percorrendo centinaia di migliaia di chilometri e partecipando a centinaia di granfondo.
Da 10 anni è titolare dell'agenzia di comunicazione Play Full, che si occupa della gestione degli uffici stampa e del marketing di numerose manifestazioni a livello nazionale.
Dopo una lunga “gavetta” a fianco dei grandi organizzatori, da tre anni si è lanciato nell'organizzazione diretta di manifestazioni sportive, sia in ambito ciclistico, sia in quello del running.
   
Il calendario organizzativo Playfull (eventi confermati)
Calendario Eventi 2018 Playfull

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