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VENTO

VENezia – TOrino: la ciclovia VENTO
Pubblicato il 10 Settembre 2016

Negli ultimi anni si è assistito ad un vero e proprio boom di una nuova modalità di viaggiare e di esplorare le bellezze del nostro Paese: il cicloturismo. Ci sono una serie di elementi positivi legati a questo fenomeno virtuoso, come ad esempio il risveglio di economie locali e la creazione di posti di lavoro in località fino ad ora non toccate dal turismo tradizionale.
In tutta Europa le amministrazioni dei vari Stati stanno capendo l’importanza di questo fenomeno: in Germania l'indotto del cicloturismo è pari a 3,9 miliardi di €/anno, di cui la metà è destinata all'alloggio e alla ristorazione. In Francia gli addetti nel settore cicloturismo sono 16.500, mentre in Austria 7.500.
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Il 18 luglio 2016 la Giunta Regionale della Lombardia ha approvato il Protocollo di Intesa tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Regione Veneto, Regione Emilia Romagna, Regione Lombardia, Regione Piemonte per la progettazione e la realizzazione della Ciclovia Turistica “VENTO” da Venezia a Torino, per un percorso complessivo di 679 km.
L’idea di progettare un percorso cicloturistico (solo bici e pedoni) nasce da un team di appassionati della bicicletta e del paesaggio, legati al Politecnico di Milano: Paolo Pileri (docente di pianificazione territoriale) responsabile del progetto VENTO, Alessandro Giacomel, architetto responsabile della progettazione tecnica e Diana Giudici, responsabile della comunicazione, e molti altri.


La svolta si è concretizzata quando i comuni, pressati per smettere di consumare suolo, hanno chiesto come poter garantire sviluppo sui propri territori venendo meno le entrate di cassa degli oneri finanziari.
VENTO propone un turismo senza consumo di suolo, facendo buon uso delle bellezze culturali, paesaggistiche e sociali, da rivitalizzare grazie ai cicloturisti. In questo senso porta con sé una visione nuova nella cultura italiana riferita alla ciclabilità, innovativa dal punto di vista della progettazione, pianificazione e sviluppo. VENTO costituisce una ciclovia paragonabile, finalmente, alle maggiori ciclovie europee utilizzate da milioni di cicloturisti.
 
Il preconcetto che viene scardinato è il pensiero che le infrastrutture siano le strade, gli aeroporti, le grandi ferrovie veloci o le piattaforme logistiche, mentre le ciclovie siano solo progetti minori per accontentare ciclisti o ambientalisti.



Il tracciato parte da Venezia - Lido Pellestrina, per poi toccare Chioggia, Adria, Ferrara, Mantova, Cremona, Piacenza, Pavia, Casale Monferrato, Valenza Po, Chivasso, per arrivare a Torino. Il percorso si snoda per 632 km lungo il Po, attraversando luoghi culturali patrimonio Unesco, gastronomici e di peculiarità agricole. Nel progetto iniziale, è già prevista anche una bretella che da Pavia consente di risalire verso nord, percorrendo il lungo Ticino ed i navigli per arrivare a Milano, 47 km, che portano il totale del percorso di VENTO a 679 km.

Al progetto hanno aderito oltre 300 soggetti collettivi (Politecnico di Milano, Governo, Regioni, Comuni), fondazioni bancarie, associazioni locali e nazionali. VENTO ha già sortito un effetto volano, infatti parallelamente, fondazione Cariplo ha stanziato un finanziamento di 1 milione € anche per uno studio di fattibilità sul progetto Brezza, correlato a VENTO, che interessa percorsi ciclo-pedonali sui fiumi che affluiscono al Po (Adda, Serio, Brembo, Lambro), per creare le confluenze a VENTO.
 
Il punto fermo della ciclovia Venezia-Torino è poter garantire agli utenti di pedalare in sicurezza e continuità lungo il più lungo fiume d'Italia, con meno interruzioni possibili. Inoltre, nell’ottica del contenimento della spesa, sono state scelte soluzioni a basso costo di realizzazione, anche utilizzando il più possibile l’esistente. Infine, un occhio attento è stato aperto anche sulla flessibilità modale, per consentire vari punti di accesso e vari passaggi su altri mezzi, che siano su rotaia o su fiume.
 
Ora che il progetto è previsto nella Legge di stabilità 2016 del Governo ed è stato siglato l’accordo tra le regioni attraversate dal percorso, può partire la progettazione preliminare, che approfondirà lo studio di fattibilità in modo da poter candidare VENTO ai finanziamenti da parte dell’UE, per procedere così alla realizzazione.
L’obiettivo del team è di completare definitivamente il tracciato entro i prossimi di 3 anni, ma in realtà alcuni tratti, che necessitano di lavori meno gravosi, saranno già utilizzabili in 6 mesi (circa 60% del tracciato totale). Infatti, si possono riscontrare quattro differenti situazioni lungo il percorso, ovvero tratti esistenti e già pedalabili in sicurezza in corsia riservata o in sede propria (15% - 102 km che però non sono continuativi) , tratti pedalabili che possono facilmente diventare percorribili mettendo mano alle regole d'uso (aree pedonali e ZTL, cambi di alcune regole d'uso di argini, strade vicinali, sentieri, 284 km - 42% del percorso totale), tratti che richiedono interventi leggeri (tratti percorribili solo a mezzi autorizzati, tratti promiscui su strade a basso traffico, pavimentazione leggermente sconnessa, 22% - 148 km), ed infine 145 km, 21%, sono i tratti che richiedono interventi di una certa complessità, come costruzione di piste ciclabili dedicate, costruzione di infrastrutture quali attraversamenti e passerelle su ponti ed acquisizione di aree private.
Il costo totale dell’opera è di circa 80 milioni € per la realizzazione, che salgono a circa 110 milioni considerando studi, progettazione, oneri finanziari e fiscali. La maggior parte del costo è dovuto ad infrastrutture come ponti e passerelle (il cui numero di aggira attorno a 30-35), che costituiranno il 60% della spesa totale.
I 679 km di VENTO possono raggiungere, ad infrastruttura completata, fino a mezzo milione di passaggi/anno. Con un indotto di 100 milioni di €/anno, VENTO creerà fino a 2.000 nuovi posti di lavoro.
Per quanto riguarda l’efficienza e la manutenzione, saranno a cura dei principali soggetti che ne trarranno vantaggio, anche privati come le aziende agricole attraversate da VENTO, non solo da soggetti pubblici come comuni e regioni.
 
Il responsabile del progetto, Paolo Pileri, confida che il maggior entusiasmo è stato espresso da cittadini e da amministratori dei piccoli comuni, che hanno visto VENTO come una chance importante per le loro economie. Basti pensare che mediamente lungo il tracciato si trovano più di 6.500 attività tra bar e ristoranti, circa 900 strutture ricettive e oltre 10.000 aziende agricole che beneficeranno del passaggio dei turisti. Per contro, più tiepide inizialmente sono state le 4 Regioni attraversate, anche se ora, grazie ai provvedimenti del Governo, hanno capito che VENTO è un progetto nazionale di validità riconosciuta.
 
L’ostacolo più grosso resta comunque il fattore culturale che sminuisce i percorsi ciclabili, inquadrandole solo come vie di paese, non cogliendo che devono essere riconosciuti come infrastrutture importanti.
 
Oltre alle varie associazioni del settore bici che hanno mostrato interesse già dalle fasi di avvio nel 2012, FIAB, FCI e Touring Club, quest’anno l’azienda costruttrice Cinelli è divenuta sponsor tecnico, partner del VENTO bici Tour, progetto ideato dal gruppo di lavoro del Politecnico di Milano, che ha lo scopo di pedalare sul territorio per raccontare a istituzioni, associazioni, cittadini e operatori locali le potenzialità del progetto e i suoi recenti sviluppi. La prima edizione di VENTO Bici Tour si è svolta nel 2013, mentre la quarta edizione si svolgerà a settembre 2016, con partenza da Venezia il 17 settembre, ed arrivo a Torino domenica 25 in occasione del Salone del Gusto.
 


Il team di progetto si è concentrato anche sulla scrittura di un libro, intitolato “VENTO: la rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio” (Corraini Edizioni), che racconta la storia del progetto, come nuovo paradigma culturale per vivere in modo diverso gli spazi aperti ed il loro mutamento, per rivitalizzare il paesaggio e proporre nuova occupazione ed economie diffuse per lo sviluppo sostenibile delle aree interne del Paese.





Infine, VENTO è stato anche l’innesco di un circolo virtuoso: nella stessa Seduta del 18 luglio 2016, in Regione Lombardia è stato approvato anche il protocollo di intesa tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, Regione Veneto, Regione Lombardia, Regione Emilia Romagna, Regione Toscana per la progettazione e realizzazione della Ciclovia turistica “del Sole” da Verona a Firenze per un percorso complessivo di 460 km.
Le approvazioni di questi due progetti costituiscono uno straordinario precedente positivo, che lascia ben sperare in merito all’apertura mentale ed al cambiamento culturale che comincia a pervadere le nostre Amministrazioni Pubbliche. Le ciclovie sono una straordinaria occasione di sviluppo, essendo espressione tangibile di un modo sano di progettare sul territorio. Sono il futuro del lavoro in Italia.




Articolo pubblicato a cura dello stesso autore anche per Bicitech

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